Chiamaci subito al numero +39 380 3127517

Prestiti in calo, manca la domanda. I tassi dei mutui scendono

Da in Articoli con 0 Comments

I prestiti a imprese e famiglie da parte delle banche sono in calo a marzo del 2,3% contro il 2,6% del mese precedente. Mentre i mutui diminuiscono dello 0,8% mentre scendono i tassi di interesse al 3,66% dal 3,76% del mese precedente, tornando ai livelli dell’ottobre 2011. È la fotografia scattata dall’Abi che indica anche per febbraio un aumento delle sofferenze lorde a quota 127,7 miliardi a febbraio, 1,5 miliardi in più rispetto a gennaio 2013. L’incremento annuo è  del 18,6% (+20 miliardi rispetto a febbraio 2012) e l’incidenza sugli impieghi è del 6,5%.

Nei giorni scorsi il presidente della Bce Mario Draghi ha messo in guardia sulla mancanza di finanziamento da parte delle banche e dagli alti tassi praticati in alcuni paesi alle Pmi: mentre la liquidità non rappresenta quasi più un problema per le banche, i soldi non arrivano alle famiglie e alle imprese. Un problema su cui la Bce sta riflettendo e che deve essere risolto se si vuole ritrovare la strada della crescita.

I timori dei mercati, riflessi nello spread ancora a 300 punti, “rallentano la trasmissione della politica monetaria della Bce” e mantengono alti i tassi a carico delle banche e quindi a famiglie e imprese, ha spiegato al proposito Torriero. In altre parole, il taglio dei tassi della Bce “in Germania o altri paesi comporta una diminuzione” dei costi dei finanziamenti mentre in Italia si scontra con una situazione di sfiducia dei mercati che impone alti tassi a carico degli istituti di credito annullando così i benefici delle azioni di Francoforte. Lo spread rimane così, per la frammentazione dei mercati del credito, il tasso di riferimento. C’è poi il problema di quali misure mettere in campo.

Continuano invece a crescere i depositi, che non subiscono l’effetto Cipro: a marzo sono saliti del 6,59%. In calo ancora la raccolta tramite obbligazioni (-8,2% su base annua) mentre la raccolta complessiva sale dell’1,5%.

Clicca qui e leggi tutto l’articolo.

Fonte:  http://www.firstonline.info

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *